Terapia combinata di ossigeno-ozono e collagene suino iniettabile nel trattamento dell'osteocondrosi modica di tipo I: razionale biologico incentrato sui meccanismi antinfiammatori e analgesici
- mailemtiproduction2
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 6 min

ABSTRACT - Le alterazioni di Modic di tipo I rappresentano una forma attiva di osteocondrosi vertebrale caratterizzata da un microambiente infiammatorio subcondrale e sono fortemente associate a lombalgia cronica clinicamente rilevante. In questo contesto, il dolore vertebrogenico non può essere attribuito esclusivamente a fattori meccanici; piuttosto, riflette l'interazione tra infiammazione, stress ossidativo e disfunzione della matrice extracellulare (ECM).
Lo studio Presentare due casi clinici di lombalgia cronica associata ad alterazioni di Modic di tipo I e vuole discutere il razionale biologico e il potenziale beneficio clinico di un approccio terapeutico combinato e sequenziale basato su ossigeno-ozonoterapia e collagene suino iniettabile. Vengono descritti due casi osservazionali
che coinvolgono pazienti con lombalgia cronica trattati secondo un protocollo di sei settimane che alterna ossigeno-ozonoterapia TC-guidata e infiltrazioni paravertebrali di collagene iniettabile (MD-Lombar). L'approccio è stato
progettato per modulare la componente infiammatoria vertebrogenica e supportare i compartimenti miofasciali e connettivi coinvolti nel dolore cronico.
Al termine del ciclo di trattamento, entrambi i pazienti hanno mostrato una
marcata riduzione della sintomatologia dolorosa e un significativo recupero funzionale, con stabilizzazione del beneficio clinico al follow-up. Il trattamento è stato ben tollerato, senza eventi avversi clinicamente rilevanti. Questi casi suggeriscono che l'uso combinato di ossigeno-ozonoterapia e collagene iniettabile possa rappresentare una strategia terapeutica biologicamente coerente
e potenzialmente efficace per la gestione della lombalgia associata alle alterazioni di tipo I di Modic. Nonostante i limiti intrinseci a due casi clinici, i risultati supportano l'interesse per protocolli integrati orientati alla redox e alla ECM e giustificano un'ulteriore valutazione in studi prospettici controllati.
Materiali e metodi
Il presente studio è un caso clinico descrittivo e osservazionale che coinvolge due pazienti: FM, un uomo di 56 anni, e PA, una donna di 78 anni, entrambi con Lombalgia cronica associata a osteocondrosi vertebrale di tipo I di Modic.
I pazienti sono stati sottoposti a valutazione clinica specialistica per lombalgia persistente e sono stati successivamente trattati con un protocollo terapeutico combinato della durata complessiva di sei settimane, basato su una sequenza alternata di ossigeno-ozonoterapia e infiltrazioni di collagene suino iniettabile (MDLumbar).
L'ossigeno-ozonoterapia è stata eseguita a livello del segmento vertebrale affetto da osteocondrosi di tipo I di Modic.
Dopo anestesia cutanea con spray di cloruro di etile, un ago spinale è stato posizionato nella regione paravertebrale profonda sotto guida TC, con successiva conferma tomografica del corretto posizionamento (Figura 3A).
Ad ogni seduta, 3-4 cc di una miscela di gas ossigeno-ozono a 20 μg/mL sono stati iniettati nella regione periganglionare. L'ago è stato quindi
retratto di qualche centimetro e sono stati somministrati ulteriori
3-4 cc della stessa miscela a livello della muscolatura paravertebrale e del complesso articolare delle faccette articolari (Figura 3B).
Al termine della procedura, è stata eseguita una TC per verificare la corretta distribuzione della miscela gassosa.
Il protocollo di trattamento è stato strutturato come segue:
• Settimana 1: infiltrazione TC guidata di una miscela di ossigeno-ozono a livello lombare corrispondente
al segmento interessato dalle alterazioni di tipo Modic;
• Settimana 2: infiltrazione paravertebrale di collagene suino iniettabile (MD-Lumbar);
• Settimana 3: seconda seduta di ossigeno-ozonoterapia;
• Settimana 4: seconda infiltrazione con MD-Lumbar;
• Settimana 5: terza seduta di ossigeno-ozonoterapia;
• Settimana 6: terza infiltrazione con MD-Lumbar.
Le infiltrazioni di ossigeno-ozono sono state eseguite sotto
guida TC per garantire un'elevata accuratezza procedurale
e un targeting preciso delle strutture coinvolte nel
processo infiammatorio vertebrale.
La procedura è stata condotta in conformità con
i principi di radioprotezione (ALARA), utilizzando protocolli a basso dosaggio con parametri di esposizione ridotti
(mA/mAs e kV), riducendo così al minimo l'esposizione complessiva
alle radiazioni del paziente.
Le infiltrazioni di collagene sono state eseguite tramite
approccio paravertebrale, con l'obiettivo di colpire
i compartimenti miofasciali e connettivi lombari.
Risultati
Al termine del ciclo di trattamento, entrambi i pazienti hanno mostrato un marcato miglioramento clinico, caratterizzato da una significativa riduzione del dolore lombare e da un recupero funzionale nelle attività quotidiane. L'intensità del dolore è diminuita progressivamente nel corso delle sei settimane di trattamento, con una stabilizzazione del beneficio clinico al follow-up a due mesi. Il miglioramento sintomatico è risultato coerente con una riduzione della componente infiammatoria vertebrogenica tipica delle alterazioni di tipo I di Modic, suggerendo un'efficace modulazione del microambiente algogeno responsabile del dolore lombare cronico. In particolare, l'alternanza sequenziale di ossigeno-ozonoterapia e collagene iniettabile ha consentito un progressivo controllo del dolore, senza fluttuazioni significative o riacutizzazioni sintomatiche durante il periodo di trattamento. Nel complesso, l'approccio combinato di ossigeno-ozono e collagene iniettabile si è dimostrato efficace, ben tollerato e privo di eventi avversi clinicamente rilevanti. Questi casi suggeriscono un potenziale ruolo di questa strategia nel trattamento mirato del dolore lombare
associato alle alterazioni di Modic di tipo I, all'interno di un
quadro di gestione biologicamente orientato, integrato e personalizzato
per il dolore vertebrale infiammatorio (Figura 4A-B; Figura 5A-B).
Discussione
Il presente caso clinico si inserisce nel crescente
interesse per il concetto di dolore vertebrogenico infiammatorio,
in cui le alterazioni di tipo I di Modic rappresentano un
modello clinico e fisiopatologico particolarmente rilevante.
In queste condizioni, il dolore lombare
non può essere attribuito esclusivamente a fenomeni compressivi
o ad alterazioni degenerative avanzate, ma
riflette piuttosto l'attività biologica del compartimento osteodiscale, caratterizzato da edema subcondrale, neoangiogenesi e produzione locale di
mediatori pro-infiammatori.
In questo contesto, la terapia con ossigeno-ozono
appare biologicamente plausibile grazie alla sua capacità
di modulare lo stress ossidativo e le vie infiammatorie, in particolare attivando le risposte antiossidanti endogene e riducendo i mediatori pro-infiammatori. Questi effetti possono essere particolarmente rilevanti nelle condizioni di tipo I di Modic,
in cui l'infiammazione subcondrale rappresenta un
fattore algogeno primario. L'integrazione di collagene suino iniettabile
opera a livello complementare, orientato alla matrice extracellulare (ECM),
mirando a supportare i compartimenti miofasciali e connettivi
coinvolti nel dolore cronico. Da una prospettiva
meccanobiologica, il collagene può modulare il microambiente tissutale, promuovendo
condizioni più favorevoli alla stabilizzazione funzionale e riducendo la segnalazione nocicettiva persistente.
L'alternanza sequenziale dei due trattamenti adottata in questi casi può essere interpretata come una forma di "priming biologico", in cui la modulazione dell'infiammazione precede e accompagna il supporto strutturale
della matrice extracellulare. Il progressivo e stabile miglioramento clinico osservato suggerisce un potenziale effetto sinergico tra i due approcci, seppur entro i limiti intrinseci di un case report osservazionale.
Tuttavia, è importante sottolineare che il
presente lavoro non consente inferenze causali
o generalizzazioni dei risultati. L'assenza di
gruppi di controllo, la natura descrittiva dello studio
e la mancanza di biomarcatori oggettivi richiedono un'interpretazione
cauta dei risultati, che dovrebbero
essere considerati generatori di ipotesi piuttosto che
prove definitive.
Conclusioni
Nel complesso, i dati discussi supportano un'interpretazione bidimensionale
dei disturbi muscoloscheletrici cronici:
da un lato, una disregolazione biochimica-neuroimmunitaria
caratterizzata da stress ossidativo,
attivazione di citochine e fenomeni di sensibilizzazione
che sostengono l'algogenesi; dall'altro, una
disfunzione meccano-strutturale della matrice
extracellulare, in cui l'alterata architettura del collagene
compromette i processi di meccano-trasduzione e di rimodellamento
tissutale, favorendo così la
persistenza e la recidiva del dolore 1,2,9.
In questo contesto, l'ossigeno-ozonoterapia
appare biologicamente plausibile come modulatore
del microambiente redox-infiammatorio,
in grado di interferire con le principali vie
coinvolte nell'infiammazione vertebrogenica 5,16,17,19. Parallelamente, il collagene infiltrativo può essere interpretato come
un intervento orientato alla matrice extracellulare (ECM) che funziona come
un'impalcatura bioattiva, in linea con le evidenze precliniche
e i primi segnali clinici riportati in vari
distretti muscoloscheletrici 4,7,8.
La combinazione di questi due approcci non dovrebbe
essere vista come una semplice additività terapeutica, ma
piuttosto come una potenziale strategia sequenziale di "innesco" biologico
del microambiente infiammatorio,
seguito da un supporto strutturale e meccanobiologico. Da questa prospettiva, l'approccio collagene ± O2
-O3
appare promettente, biologicamente coerente
e supportato da un solido razionale meccanobiologico; le evidenze iniziali suggeriscono un potenziale
miglioramento dei risultati clinici, che giustifica
ulteriori indagini. I casi clinici presentati suggeriscono che
il trattamento combinato e sequenziale con ossigeno-ozonoterapia e collagene suino iniettabile può
rappresentare un'opzione sicura, ben tollerata e potenzialmente
efficace nella gestione del dolore lombare cronico
associato a osteocondrosi di tipo I di Modic. Questo approccio integrato consente
di intervenire sia sulla componente infiammatoria vertebrogenica
che sui compartimenti miofasciale e connettivo,
offrendo una strategia orientata al
microambiente biologico del dolore piuttosto che al
mero controllo sintomatico.
Nonostante i limiti intrinseci di un caso clinico,
i risultati osservati rafforzano l'interesse per protocolli terapeutici combinati
orientati a redox ed ECM in
pazienti con alterazioni di tipo I di Modic. Studi prospettici,
controllati e metodologicamente standardizzati
saranno necessari per identificare i fenotipi clinici più responsivi, definire il timing procedurale ottimale
e validare i risultati clinici rilevanti,
contribuendo così a una gestione sempre più personalizzata
del dolore vertebrale infiammatorio.

MATTEO BONETTI1 ,
MICHELE FRIGERIO1 ,
GIANLUCA ROTTIGNI1 ,
GRAZIELLA BRAGAGLIO2 ,
SERENA MIGLIO2 ,
FRANCESCA LOCOSELLI3
1 Department of Neuroradiology, Istituto Clinico Città di Brescia; Brescia, Italy
2 Oberdan Specialist Outpatient Clinic; Brescia , Italy;
3 Department of Neurosurgery, ASST Spedali Civili di Brescia, University of Brescia; Brescia, Italy




Commenti