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Uno studio clinico sull'autoemoterapia con ozono per il trattamento dell'ictus ischemico acuto

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  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min


ABSTRACT - Background: L'autoemoterapia ozonizzata è un metodo terapeutico che utilizza il contatto dell'ozono medicale con il sangue per ottenere l'effetto di precondizionamento ossidativo dell'ozono, per poi reinfonderlo

nel corpo umano. Ha la funzione di alleviare il danno da stress ossidativo, ridurre la tossicità della neuroeccitazione e mitigare l'edema cellulare e le risposte infiammatorie. L'infarto cerebrale rappresenta un significativo rischio sociale e sono disponibili molteplici metodi di trattamento. Sono stati segnalati casi di trattamento

dell'infarto cerebrale con autoemoterapia ozonizzata, ma l'efficacia e il meccanismo d'azione non sono ancora chiari.

Il background include ora informazioni sulle proteine ​​misurate, in particolare l'enolasi neurone-specifica (NSE) e la proteina S100β, che sono marcatori del danno neuronale.


Metodi: È stato condotto uno studio randomizzato controllato, arruolando 62 pazienti con infarto cerebrale acuto, per valutare l'effetto terapeutico dell'autoemoterapia ozonizzata sull'infarto cerebrale acuto.

Lo studio ha incluso tre gruppi: un gruppo di controllo, un gruppo placebo con ossigeno e un gruppo sottoposto a ozonoterapia.

L'intervento è stato somministrato per un periodo di 5 giorni, con i pazienti sottoposti a trattamento entro 24 ore

dall'insorgenza dei sintomi. I criteri di inclusione comprendevano pazienti con diagnosi di infarto cerebrale acuto, di età superiore ai 18 anni, con un punteggio NIHSS compreso tra 4 e 15. I criteri di esclusione includevano altri disturbi neurologici,

gravi malattie infettive e controindicazioni all'ozonoterapia.

L'efficacia è stata valutata principalmente attraverso il punteggio della funzione neurologica, il punteggio della funzione motoria, il punteggio cognitivo e il rilevamento dell'enolasi neurospecifica (NSE) e della proteina S100β (fattore neurotrofico A), che sono marcatori di danno neuronale. I due geni coinvolti nello studio sono HIF-1 e Nrf-2. È stato inoltre esplorato il meccanismo dell'autoemoterapia ozonizzata nel

trattamento dell'infarto cerebrale acuto, rilevando questi due geni e tre indicatori correlati allo stress ossidativo nell'organismo.


Risultati: L'autoemoterapia ozonizzata ha migliorato significativamente la prognosi dell'infarto cerebrale acuto, con una riduzione del 30% dei punteggi NIHSS, un aumento del 25% dei punteggi dell'indice di Barthel e un miglioramento del 20% dei punteggi MoCA rispetto al gruppo di controllo. I livelli di NSE e proteina S100-β si sono ridotti rispettivamente del 25% e del 30%

rispetto al basale. Nel gruppo trattato con ozono, i livelli di superossido dismutasi (SOD) e malondialdeide (MDA) sono diminuiti, mentre i livelli di glutatione perossidasi (GSH-Px) sono aumentati e sia i livelli di HIF-1 che di Nrf-2 sono risultati elevati rispetto a prima. Inoltre, non ha aumentato il rischio di danni cardiaci, epatici e renali.


Conclusione: suggerisce che l'ozono possa migliorare lo stress ossidativo regolando HIF-1 e Nrf-2, ridurre la risposta allo stress ossidativo e il danno infiammatorio causato dall'ischemia delle cellule neuronali nell'infarto cerebrale acuto, migliorando così la funzione neurologica e la prognosi.

Il metodo di trattamento è sicuro a breve termine.

La sicurezza a lungo termine richiede ulteriori ricerche.


Fonti.

HEYUN CHENG, 

RUI LU, 

JUAN DU, 

XINGJUAN ZHAO, 

ZHIJIANG ZHUANG 

Department of Neurology, The Fifth Affiliated Hospital of Zhengzhou University; Zhengzhou, China


 
 
 

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Dr. Alessio Bernardini

Medico Chirurgo

Indirizzo

Email: drbernardini@abmedicaltherapy.it
Tel: 3381461713
Via Edgardo Sogno 1

60027 Osimo (AN)

Orari dello studio

Lun. Mer, Gio: 09:00-17:00
Mar: 11:00-19:00
Ven: 09:00-11:00
Solo su appuntamento

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