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L'OZONOTERAPIA DOPO UN'OPERAZIONE ALLA SCHIENA: funziona meglio dei farmaci?

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  • 4 minuti fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Uno studio scientifico appena pubblicato suggerisce di sì — e i risultati sono sorprendenti.




Questo articolo è la traduzione e divulgazione in linguaggio accessibile di uno studio scientifico pubblicato nel 2026 sulla rivista internazionale INNOSC Theranostics and Pharmacological Sciences, dal titolo originale “Observational study on the effectiveness of oxygen-ozone treatment vs. pharmacological treatment in patients with chronic low back pain after previous spinal stabilization surgery”.


Gli autori dello studio sono: Matteo Bonetti, Michele Frigerio, Mario Muto, Giannantonio Pellicanò, Alessio Zambello, Cosma Andreula, Irene Volonghi, Serena Miglio e Federico Maffezzoni — medici e ricercatori italiani provenienti da centri di neurologia e neuroradiologia di Brescia, Napoli, Firenze, Varese e Bari. L’autore corrispondente è il Dr. Matteo Bonetti (Istituto Clinico Città di Brescia).



Il problema: il dolore che non passa nemmeno dopo l’operazione

Immaginate di aver sofferto per anni di lombalgia cronica — quel dolore sordo, persistente alla zona lombare che limita ogni movimento — e di aver deciso, dopo mesi o anni di terapie conservative, di sottoporvi a un intervento chirurgico alla colonna vertebrale. L’operazione è andata bene, i chirurghi hanno stabilizzato le vertebre con viti e placche metalliche. Eppure, dopo sei mesi, il dolore è ancora lì.

Non è una situazione rara. Una parte significativa dei pazienti operati alla colonna continua a soffrire di lombalgia cronica anche dopo l’intervento, per motivi diversi:

  • cicatrici che comprimono le radici nervose (fibrosi peridurale)

  • artrosi nelle articolazioni adiacenti alla zona operata

  • pseudoartrosi (quando le vertebre non si fondono correttamente)

  • protrusioni o ernie discali residue


Questa condizione rappresenta una sfida enorme per i medici: cosa si fa quando il dolore persiste nonostante la chirurgia?


Lo studio: 168 pazienti, due approcci a confronto

Il team di ricercatori guidato dal Dr. Matteo Bonetti ha voluto rispondere a questa domanda con dati concreti. Ha analizzato 168 pazienti — tutti con dolore lombare cronico persistente da più di sei mesi dopo un’operazione di stabilizzazione spinale — divisi in due gruppi:


  • Gruppo A (72 pazienti): trattati con ozonoterapia intraforaminale guidata da TAC, seguita da fisioterapia

  • Gruppo B (96 pazienti): trattati con farmaci analgesici (ossicodone/paracetamolo e pregabalin) più la stessa fisioterapia


I pazienti sono stati valutati in tre momenti: all’inizio del trattamento (T0), dopo un mese (T1) e dopo sei mesi (T2), usando due strumenti standardizzati:

  • Scala VAS (Visual Analog Scale): misura il dolore percepito da 0 (nessun dolore) a 10 (massimo dolore immaginabile)

  • Scala di McNab modificata: classifica il miglioramento funzionale in eccellente, buono, discreto o scarso


I risultati: la differenza è netta

Riduzione del dolore — Scala VAS


Momento

Gruppo A — Ozonoterapia

Gruppo B — Farmaci

Inizio (T0)

7,5

7,4

Dopo 1 mese (T1)

4,2 ✓

5,3

Dopo 6 mesi (T2)

4,6 ✓

6,2


Il Gruppo A ha ottenuto una riduzione media del dolore di oltre 3 punti già al primo mese, mantenuta a sei mesi. Il Gruppo B ha avuto un miglioramento più modesto a un mese, che però si è quasi completamente annullato a sei mesi: il dolore è tornato quasi ai livelli iniziali. La differenza è statisticamente molto significativa (p < 0,001).


Miglioramento funzionale — Scala di McNab (% pazienti con esito “buono” o “eccelente”)


Momento

Gruppo A — Ozonoterapia

Gruppo B — Farmaci

Inizio (T0)

0%

0%

Dopo 1 mese (T1)

59,7% ✓

25,0%

Dopo 6 mesi (T2)

51,4% ✓

26,0%


Nel Gruppo A, circa il 60% dei pazienti ha riferito un risultato “buono” o “eccelente” già dopo un mese. Nel Gruppo B, solo il 25% ha raggiunto questo livello. A sei mesi il divario rimane pressoché invariato.


📌 Dato chiave

La riduzione media del dolore nel Gruppo A (−3,3 punti a T1 e −2,9 a T2 rispetto al basale) supera la “differenza minima clinicamente importante” per il dolore lombare cronico, stimata tra 1,5 e 2,0 punti sulla scala 0–10.


Ma cos’è esattamente l’ozonoterapia?

L’ozonoterapia — o più correttamente ossigeno-ozonoterapia — consiste nell’iniezione di una miscela di gas composta da ossigeno (O₂) e ozono (O₃) in specifiche zone del corpo. In questo studio, la miscela veniva iniettata nella regione perivertebrale e intraforaminale (vicino alle radici nervose che escono dalla colonna), con guida TAC per garantire il corretto posizionamento dell’ago.

La concentrazione usata era di 20 microgrammi per millilitro, nel rispetto delle linee guida della Federazione Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia (Nuova FIO).


Come agisce l’ozono sul dolore?

L’ozono non agisce “direttamente” come un farmaco. Piuttosto, stimola una risposta biologica adattativa nell’organismo attraverso un meccanismo chiamato ormesi ossidativa: una piccola dose controllata di stress ossidativo induce il corpo a rafforzare le proprie difese naturali.

In termini pratici, l’ozonoterapia produce:

  • Meno infiammazione locale (riduzione di molecole infiammatorie come IL-1β, IL-6, TNF-α)

  • Meno gonfiore intorno alle radici nervose (riduzione dell’edema periradiculare)

  • Migliore ossigenazione dei tessuti (miglioramento del microcircolo)

  • Effetto neuromodulatorio (riduzione della trasmissione del segnale del dolore)


Nello studio non è stato registrato alcun effetto avverso legato all’ozonoterapia, in linea con la letteratura scientifica che indica le complicanze come estremamente rare quando la procedura viene eseguita correttamente con guida radiologica.


Perché i farmaci funzionano meno a lungo termine?

I farmaci usati nel Gruppo B (ossicodone/paracetamolo per il dolore nocicettivo, pregabalin per la componente neuropatica) sono trattamenti validati e ampiamente utilizzati. Il problema è che agiscono prevalentemente sui sintomi — riducono la percezione del dolore — senza incidere sui meccanismi biologici che lo generano.

Quando si smette di assumerli, o quando l’organismo si adatta alla loro presenza, il dolore tende a tornare. Questo è esattamente ciò che osserviamo nei dati: a sei mesi, il Gruppo B è tornato quasi al punto di partenza.

Inoltre, 8 pazienti su 104 inizialmente arruolati nel Gruppo B hanno dovuto abbandonare la terapia per effetti collaterali: nausea, vomito, stipsi e cefalea — sintomi tipici degli oppioidi e del pregabalin.


I limiti dello studio: la trasparenza degli autori

Gli autori sono onesti sui punti deboli della ricerca. Si tratta di uno studio retrospettivo: i pazienti non sono stati assegnati ai due gruppi in modo casuale, ma sulla base di scelte cliniche preesistenti. Questo non permette di trarre conclusioni di causa-effetto assolute.

Manca inoltre un gruppo di controllo che ricevesse solo fisioterapia, che avrebbe permesso di isolare meglio il contributo di ciascun componente del trattamento.

Gli autori stessi auspicano che vengano condotti studi prospettici randomizzati — il “gold standard” della ricerca clinica — con follow-up più lunghi, per confermare questi risultati su basi ancora più solide.


Cosa possiamo concludere?


Questo studio, condotto su 168 pazienti reali seguiti in centri clinici italiani di riferimento, offre dati incoraggianti:


L’ozonoterapia paravertebrale guidata da TAC, integrata con la fisioterapia, sembra essere significativamente più efficace della terapia farmacologica standard nella gestione del dolore lombare cronico persistente dopo chirurgia spinale — sia in termini di riduzione del dolore che di recupero funzionale, e con risultati che si mantengono nel tempo.


Non si tratta di una “medicina alternativa”: è un trattamento minimamente invasivo, guidato da immagini radiologiche, inserito in un percorso multidisciplinare che include anche la fisioterapia.


Per chi soffre di mal di schiena cronico dopo un’operazione alla colonna e per cui i farmaci non stanno funzionando (o sono mal tollerati), questo studio suggerisce che l’ozonoterapia intraforaminale TC-guidata potrebbe rappresentare una valida e sicura opzione terapeutica da discutere con il proprio specialista.





Riferimento bibliografico

Bonetti M, Frigerio M, Muto M, Pellicanò G, Zambello A, Andreula C, Volonghi I, Miglio S, Maffezzoni F. Observational study on the effectiveness of oxygen-ozone treatment vs. pharmacological treatment in patients with chronic low back pain after previous spinal stabilization surgery. INNOSC Theranostics and Pharmacological Sciences. 2026. doi: 10.36922/ITPS026110009

 
 
 

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Dr. Alessio Bernardini

Medico Chirurgo

Indirizzo

Email: drbernardini@abmedicaltherapy.it
Tel: 3381461713
Via Edgardo Sogno 1

60027 Osimo (AN)

Orari dello studio

Lun. Mer, Gio: 09:00-17:00
Mar: 11:00-19:00
Ven: 09:00-11:00
Solo su appuntamento

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