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L'ozono in medicina: il buono, il brutto e il cattivo

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  • 9 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Di cosa parla questo articolo?

L'ozono medico viene usato sempre piu' spesso come terapia complementare per molte malattie croniche.

Ma funziona davvero? E soprattutto, e' sicuro?

Le autrici — una biochimica e un neurochirurgo argentini — hanno analizzato tutti i casi di complicazioni legati all'uso dell'ozono medico pubblicati nella letteratura scientifica dal 2000 ad oggi, cercando di capire se i problemi riportati fossero davvero causati dall'ozono oppure da errori tecnici durante le procedure.


Ozono: tossico o terapeutico?

L'ozono e' un gas composto da tre atomi di ossigeno. Nella stratosfera ci protegge dai raggi ultravioletti, ma nelle citta' — dove si forma dallo smog — lo respiriamo involontariamente e puo' danneggiare i polmoni. Questo ha creato nel tempo un pregiudizio diffuso: 'l'ozono fa male, punto.'

In medicina, pero', l'ozono viene utilizzato in modo completamente diverso: in dosi controllate, per vie non respiratorie, e con effetti opposti a quelli dell'esposizione ambientale. Stimola le difese antiossidanti del corpo, riduce l'infiammazione e migliora la circolazione.

Il problema, secondo le autrici, e' che molti studi che riportano effetti negativi dell'ozono confondono l'esposizione ambientale con l'uso medico, oppure attribuiscono all'ozono complicazioni che dipendono in realta' da errori nella tecnica di somministrazione.


Le principali vie di somministrazione

L'ozono medico non si inhala mai. Viene somministrato attraverso:

  • Autoemotrasfusione maggiore (MBO): il sangue del paziente viene prelevato, miscelato con ozono e reinfuso

  • Autoemotrasfusione minore

  • Insufflazione rettale

  • Iniezioni intramuscolari, sottocutanee, intradiscali (nel disco intervertebrale)

  • Applicazioni topiche (oli ozonizzati, acqua ozonizzata)


Le complicazioni piu' discusse in letteratura

Pneumoencefalo (aria nel cranio) dopo iniezioni intradiscali lombari

Diversi case report descrivono pazienti che, dopo un'iniezione di ozono nel disco intervertebrale, hanno sviluppato presenza di gas nel cranio. Sembra grave, ma le autrici spiegano che in tutti i casi analizzati l'ago era stato inserito nel posto sbagliato — nello spazio che circonda il midollo spinale invece che nel disco. Non e' l'ozono ad essere pericoloso: e' un errore tecnico della procedura.

Cecita' temporanea e ictus dopo iniezioni intradiscali

Alcuni pazienti hanno sviluppato cecita' improvvisa o sintomi simili all'ictus. In molti di questi casi e' stato trovato un forame ovale pervio (FOP), un piccolo difetto cardiaco congenito piuttosto comune, che permette a una bolla di gas di passare dal circolo venoso a quello arteriale, raggiungendo il cervello. Le autrici suggeriscono di valutare la presenza di FOP prima di eseguire iniezioni intradiscali con ozono.

Infarto del miocardio dopo autoemotrasfusione

Un caso molto citato da chi critica l'ozono riguarda un giovane che ha avuto un infarto 12 ore dopo una seduta di autoemotrasfusione con ozono. Le autrici smontano questa correlazione: l'esame cardiologico mostrava una condizione (trombosi e vasospasmo) che non puo' essere causata dall'ozono in quelle tempistiche. L'articolo originale viene definito un caso di critica infondata all'ozono.

Infezioni dopo iniezioni muscolari o intradiscali

Diversi casi di sepsi (infezione grave) sono stati riportati dopo infiltrazioni di ozono. In tutti i casi, pero', i batteri trovati erano tipici di contaminazione da strumenti non sterili o da mancanza di igiene durante la procedura. Le autrici ricordano che le infezioni sono una possibile complicazione di qualsiasi tipo di infiltrazione, non dell'ozono in se'.

Complicazioni neurologiche dopo iniezioni paravertebrali cervicali

Questo e' il punto piu' preoccupante dell'articolo. Negli ultimi anni sono stati descritti casi di sintomi neurologici (confusione, disturbi visivi, sintomi simili all'ictus) dopo iniezioni di ozono nella zona del collo. Le bolle di gas sembrano poter penetrare nelle arterie cervicali e raggiungere il cervello. Le autrici riconoscono che questo e' un rischio reale, soprattutto quando le iniezioni vengono eseguite da personale non adeguatamente formato o in centri non specializzati.


Il messaggio finale

L'ozono medico non e' privo di rischi, ma la grande maggioranza delle complicazioni descritte in letteratura dipende da: errori tecnici nella procedura, mancanza di sterilita', utilizzo da parte di professionisti non adeguatamente formati, o presenza di condizioni cardiache non diagnosticate come il forame ovale pervio.

Le autrici concludono con un appello alla comunita' medica: e' ora di condividere apertamente sia i successi che i fallimenti, per migliorare la pratica clinica e dimostrare che l'ozono, usato correttamente, e' una risorsa terapeutica preziosa.



Autori: M. de los Angeles Erario, A.M. Grangeat – Instituto Argentino de Ozonoterapia (IAOT), Buenos Aires, Argentina

Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 5–14

 
 
 

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Dr. Alessio Bernardini

Medico Chirurgo

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