GIORNALE ITALIANO DI OZONO TERAPIA
House Organ Nuova FIO — N. 22, Maggio 2026
WFOT – World Federation of Ozone Therapy | Nuova FIO – New Italian Federation of Ozone Therapy
Selezione di articoli scientifici tradotti e adattati in italiano per il pubblico non specializzato
Traduzione e adattamento divulgativo a cura di Matteo Bonetti
INDICE DEGLI ARTICOLI
1. L'ozono in medicina: il buono, il brutto e il cattivo
2. Ozono intradiscale vs microdiscectomia per ernia del disco lombare
3. L'acqua ozonizzata e il tumore di Ehrlich: effetti su cellule e vasi sanguigni
4. L'autoemoterapia maggiore con ozono nella fibromialgia
5. L'ozono come terapia per la neuropatia periferica da chemioterapia (Trial OzoParQT)
6. L'ozono terapia per le malattie della pelle: meccanismi cellulari e molecolari

1. L'ozono in medicina: il buono, il brutto e il cattivo
Autori: M. de los Angeles Erario, A.M. Grangeat – Instituto Argentino de Ozonoterapia (IAOT), Buenos Aires, Argentina
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 5–14
Di cosa parla questo articolo?
L'ozono medico viene usato sempre piu' spesso come terapia complementare per molte malattie croniche. Ma funziona davvero? E soprattutto, e' sicuro?
Le autrici — una biochimica e un neurochirurgo argentini — hanno analizzato tutti i casi di complicazioni legati all'uso dell'ozono medico pubblicati nella letteratura scientifica dal 2000 ad oggi, cercando di capire se i problemi riportati fossero davvero causati dall'ozono oppure da errori tecnici durante le procedure.
Ozono: tossico o terapeutico?
L'ozono e' un gas composto da tre atomi di ossigeno. Nella stratosfera ci protegge dai raggi ultravioletti, ma nelle citta' — dove si forma dallo smog — lo respiriamo involontariamente e puo' danneggiare i polmoni. Questo ha creato nel tempo un pregiudizio diffuso: 'l'ozono fa male, punto.'
In medicina, pero', l'ozono viene utilizzato in modo completamente diverso: in dosi controllate, per vie non respiratorie, e con effetti opposti a quelli dell'esposizione ambientale. Stimola le difese antiossidanti del corpo, riduce l'infiammazione e migliora la circolazione.
Il problema, secondo le autrici, e' che molti studi che riportano effetti negativi dell'ozono confondono l'esposizione ambientale con l'uso medico, oppure attribuiscono all'ozono complicazioni che dipendono in realta' da errori nella tecnica di somministrazione.
Le principali vie di somministrazione
L'ozono medico non si inhala mai. Viene somministrato attraverso:
Autoemotrasfusione maggiore (MBO): il sangue del paziente viene prelevato, miscelato con ozono e reinfuso
Autoemotrasfusione minore
Insufflazione rettale
Iniezioni intramuscolari, sottocutanee, intradiscali (nel disco intervertebrale)
Applicazioni topiche (oli ozonizzati, acqua ozonizzata)
Le complicazioni piu' discusse in letteratura
Pneumoencefalo (aria nel cranio) dopo iniezioni intradiscali lombari
Diversi case report descrivono pazienti che, dopo un'iniezione di ozono nel disco intervertebrale, hanno sviluppato presenza di gas nel cranio. Sembra grave, ma le autrici spiegano che in tutti i casi analizzati l'ago era stato inserito nel posto sbagliato — nello spazio che circonda il midollo spinale invece che nel disco. Non e' l'ozono ad essere pericoloso: e' un errore tecnico della procedura.
Cecita' temporanea e ictus dopo iniezioni intradiscali
Alcuni pazienti hanno sviluppato cecita' improvvisa o sintomi simili all'ictus. In molti di questi casi e' stato trovato un forame ovale pervio (FOP), un piccolo difetto cardiaco congenito piuttosto comune, che permette a una bolla di gas di passare dal circolo venoso a quello arteriale, raggiungendo il cervello. Le autrici suggeriscono di valutare la presenza di FOP prima di eseguire iniezioni intradiscali con ozono.
Infarto del miocardio dopo autoemotrasfusione
Un caso molto citato da chi critica l'ozono riguarda un giovane che ha avuto un infarto 12 ore dopo una seduta di autoemotrasfusione con ozono. Le autrici smontano questa correlazione: l'esame cardiologico mostrava una condizione (trombosi e vasospasmo) che non puo' essere causata dall'ozono in quelle tempistiche. L'articolo originale viene definito un caso di critica infondata all'ozono.
Infezioni dopo iniezioni muscolari o intradiscali
Diversi casi di sepsi (infezione grave) sono stati riportati dopo infiltrazioni di ozono. In tutti i casi, pero', i batteri trovati erano tipici di contaminazione da strumenti non sterili o da mancanza di igiene durante la procedura. Le autrici ricordano che le infezioni sono una possibile complicazione di qualsiasi tipo di infiltrazione, non dell'ozono in se'.
Complicazioni neurologiche dopo iniezioni paravertebrali cervicali
Questo e' il punto piu' preoccupante dell'articolo. Negli ultimi anni sono stati descritti casi di sintomi neurologici (confusione, disturbi visivi, sintomi simili all'ictus) dopo iniezioni di ozono nella zona del collo. Le bolle di gas sembrano poter penetrare nelle arterie cervicali e raggiungere il cervello. Le autrici riconoscono che questo e' un rischio reale, soprattutto quando le iniezioni vengono eseguite da personale non adeguatamente formato o in centri non specializzati.
Il messaggio finale
L'ozono medico non e' privo di rischi, ma la grande maggioranza delle complicazioni descritte in letteratura dipende da: errori tecnici nella procedura, mancanza di sterilita', utilizzo da parte di professionisti non adeguatamente formati, o presenza di condizioni cardiache non diagnosticate come il forame ovale pervio.
Le autrici concludono con un appello alla comunita' medica: e' ora di condividere apertamente sia i successi che i fallimenti, per migliorare la pratica clinica e dimostrare che l'ozono, usato correttamente, e' una risorsa terapeutica preziosa.
2. Ozono intradiscale vs microdiscectomia per l'ernia del disco lombare
Autori: A. Kelekis, G. Bonaldi, A. Cianfoni, D. Filippiadis, P. Scarone, C. Bernucci, D.M. Hooper, H. Benhabib, K. Murphy, J. Buric – Ospedali universitari di Atene, Bergamo, Lugano, Berna, Toronto, Forte dei Marmi
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 15–32 (orig. The Spine Journal, 2022)
Di cosa parla questo studio?
Il mal di schiena con dolore che si irradia alla gamba e' uno dei problemi di salute piu' diffusi al mondo. Quando i trattamenti conservativi (fisioterapia, farmaci, riposo) non bastano, il passo successivo e' spesso l'intervento chirurgico: la microdiscectomia, cioe' la rimozione della parte di disco che preme sul nervo.
Questo studio si chiede: e' possibile ottenere gli stessi risultati in modo meno invasivo, usando l'ozono invece del bisturi?
Come funziona la terapia con ozono intradiscale?
L'iniezione di ozono direttamente all'interno del disco intervertebrale provoca una reazione chimica che disidrata e riduce il volume del nucleo polposo (la parte centrale morbida del disco). In questo modo, il disco 'si ritira' e smette di premere sul nervo, eliminando o riducendo il dolore.
Questo approccio e' stato proposto per la prima volta negli anni '80 e da allora e' stato usato con successo su decine di migliaia di pazienti in tutto il mondo, soprattutto in Italia e in altri paesi europei.
Lo studio: come e' stato condotto?
Si tratta del primo studio clinico randomizzato controllato (il tipo di studio piu' affidabile in medicina) che confronta direttamente ozono e chirurgia per l'ernia del disco lombare. Hanno partecipato tre centri ospedalieri europei.
49 pazienti con ernia del disco lombare documentata all'MRI, dolore alla gamba di intensita' pari ad almeno 5 su 10, e resistenti ai trattamenti conservativi per almeno 6 settimane, sono stati divisi casualmente in due gruppi:
25 pazienti trattati con iniezione intradiscale di ozono (procedura ambulatoriale, senza anestesia generale)
24 pazienti trattati con microdiscectomia tradizionale (intervento chirurgico in ospedale)
I pazienti sono stati valutati prima del trattamento, dopo 1 settimana, 1 mese, 3 mesi e 6 mesi, misurando il dolore alla gamba, il dolore alla schiena, la disabilita' e la qualita' di vita.
Risultati: cosa e' emerso?
Efficacia sul dolore
Entrambi i trattamenti hanno prodotto miglioramenti rapidi e significativi del dolore alla gamba e della qualita' di vita, che si sono mantenuti per tutta la durata del follow-up di 6 mesi. La differenza tra i due gruppi non e' risultata statisticamente significativa: in altre parole, l'ozono ha funzionato quanto la chirurgia.
Vantaggi pratici dell'ozono
L'iniezione di ozono e' stata molto piu' rapida (35 minuti vs 93 minuti per la chirurgia) e i pazienti sono stati dimessi lo stesso giorno (mediamente dopo 4 ore contro le 44 ore della chirurgia). Non si e' verificata nessuna complicazione grave in nessuno dei due gruppi.
Quanti hanno evitato l'intervento?
Il 71% dei pazienti trattati con ozono (17 su 24) ha evitato la chirurgia durante i 6 mesi di follow-up. Il 29% ha poi deciso di sottoporsi ugualmente all'intervento chirurgico per mancata risposta all'ozono, ed e' migliorato.
Cosa significa per i pazienti?
In sintesi: per i pazienti con ernia del disco lombare resistente alla terapia conservativa, l'iniezione intradiscale di ozono puo' essere una valida alternativa all'intervento chirurgico.
Vantaggi dell'ozono rispetto alla chirurgia:
- E' una procedura ambulatoriale (si va e si torna a casa il giorno stesso)
- Non richiede anestesia generale
- E' molto piu' rapida
- Ha un tasso di complicazioni molto basso (0,6% vs 7-12% della chirurgia)
- Non esclude la possibilita' di fare la chirurgia in un secondo momento, se necessario
3. L'acqua ozonizzata e il tumore di Ehrlich: effetti su cellule e vasi sanguigni
Autori: D. Pereira de Araujo, E. de Paula Nascente, J. Santana de Curcio et al. – Federal University of Goias, Brasile; Sao Paulo State University, Brasile
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 33–43 (orig. pubblicato febbraio 2026)
Di cosa parla questo studio?
Uno degli ambiti piu' interessanti e ancora controversi della ricerca sull'ozono riguarda il suo possibile utilizzo come supporto alla terapia oncologica. Questo studio brasiliano ha analizzato gli effetti dell'acqua ozonizzata su un tumore sperimentale nei topi, valutando sia la crescita delle cellule tumorali che la formazione di nuovi vasi sanguigni all'interno del tumore.
Il tumore di Ehrlich: un modello di laboratorio
Il tumore di Ehrlich e' un tipo di neoplasia usata in laboratorio per studiare il cancro. Nei topi, si comporta in modo simile all'adenocarcinoma mammario umano, ed e' largamente utilizzato per testare nuove terapie prima di passare alla sperimentazione nell'uomo.
Un tumore per crescere ha bisogno di nutrirsi: crea una rete di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi) che lo 'alimentano'. Se si riesce a bloccare questo processo, il tumore non riesce a espandersi.
Come e' stato condotto lo studio?
99 topi con il tumore di Ehrlich sono stati divisi in gruppi e trattati con acqua ozonizzata a diverse concentrazioni (5 ppm e 8 ppm), iniettata direttamente nel tumore o attorno ad esso. Un gruppo di controllo ha ricevuto semplice soluzione salina, un altro non ha ricevuto nessun trattamento.
I ricercatori hanno poi analizzato i tessuti tumorali al microscopio, cercando due indicatori chiave:
CD31: marcatore dei vasi sanguigni tumorali (piu' e' alto, piu' il tumore e' vascolarizzato)
Ki-67: marcatore della proliferazione cellulare (piu' e' alto, piu' le cellule tumorali si moltiplicano velocemente)
Risultati: una storia in due tempi
A breve termine (5 giorni): l'ozono frena la crescita del tumore
Nei topi osservati dopo 5 giorni dal trattamento, l'acqua ozonizzata ha ridotto significativamente la proliferazione delle cellule tumorali rispetto ai controlli. In altre parole, il tumore cresceva piu' lentamente. Questo e' un effetto incoraggiante.
A lungo termine (30 giorni): attenzione alla ripresa
Quando i ricercatori hanno interrotto il trattamento e aspettato 30 giorni, hanno osservato un aumento della vascolarizzazione tumorale (piu' vasi sanguigni) rispetto ai controlli. Questo suggerisce che, dopo la sospensione dell'ozono, il tumore potrebbe 'reagire' aumentando la propria rete vascolare, il che potrebbe favorire la sua crescita nel lungo periodo.
Come interpretare questi risultati?
Gli autori ipotizzano che l'ozono, attraverso la produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS), stimoli in un primo momento le difese antiossidanti delle cellule, rallentando la crescita tumorale. Ma quando la terapia viene interrotta, le cellule tumorali che sono sopravvissute potrebbero 'ripartire' piu' aggressivamente, stimolando la formazione di nuovi vasi.
Questo meccanismo e' simile a quello noto per alcuni chemioterapici, che possono indurre resistenza nelle cellule tumorali sopravvissute.
Cosa significa per i pazienti oncologici?
IMPORTANTE: Questo e' uno studio su topi in laboratorio, non sull'uomo.
I risultati suggeriscono che l'ozono puo' avere effetti sia antitumorali (a breve termine) che potenzialmente favorevoli al tumore (se interrotto bruscamente a lungo termine).
Gli autori raccomandano molta cautela nell'uso dell'ozono in oncologia e suggeriscono di considerarlo solo come terapia complementare e adiuvante, mai come trattamento principale, e sempre nell'ambito di protocolli ben definiti e monitorati.
4. L'autoemoterapia maggiore con ozono nella fibromialgia
Autori: O.F. Tertemiz, E. Ozduran, S. Gursoy, V. Hanci, K. Kaygusuz, I.C. Ozbek, M. Kurcaloglu, U. Sabuncu – Ospedali universitari di Izmir, Sivas, Kocaeli, Samsun, Ankara (Turchia)
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 45–56 (orig. PeerJ, dicembre 2025)
Cos'e' la fibromialgia?
La fibromialgia e' una malattia cronica molto invalidante, caratterizzata da dolore muscolare e articolare diffuso, stanchezza cronica, disturbi del sonno, difficolta' di concentrazione (la cosiddetta 'fibro-nebbia') e aumentata sensibilita' agli stimoli dolorosi.
Colpisce soprattutto le donne (in questo studio il 94% dei pazienti erano donne) e le cause non sono ancora del tutto chiare. Sappiamo che c'e' una componente genetica, una ambientale e una neurobiologica: il cervello e il sistema nervoso di chi soffre di fibromialgia elaborano i segnali del dolore in modo anomalo.
I costi sanitari legati alla fibromialgia sono enormi: negli USA, un paziente con fibromialgia spende in media 3 volte di piu' in cure mediche rispetto a chi non ha la malattia.
Perche' l'ozono potrebbe aiutare?
Nella fibromialgia e' stato riscontrato un aumento dello stress ossidativo, cioe' uno squilibrio tra sostanze ossidanti e antiossidanti nell'organismo. L'ozono medico, somministrato in dosi controllate, stimola le difese antiossidanti del corpo e riduce l'infiammazione — meccanismi che potrebbero contrastare proprio le cause della fibromialgia.
Come e' stato condotto lo studio?
72 pazienti con fibromialgia diagnosticata secondo i criteri internazionali (ACR 2016), che non avevano risposto adeguatamente alle terapie standard (farmaci come antidepressivi, antiepilettici; e terapie non farmacologiche come agopuntura e terapia cognitivo-comportamentale), hanno ricevuto 10 sedute di autoemoterapia maggiore con ozono (MAH), 2 sedute a settimana per 5 settimane.
La MAH funziona cosi': si preleva circa 100 ml di sangue venoso dal paziente, si mescola con una quantita' precisa di ozono in un sistema sterile chiuso, e si reinfonde il sangue ozonizzato nello stesso paziente.
Prima e dopo il trattamento, i pazienti sono stati valutati con:
VAS: scala del dolore da 0 a 10
FIQ (Fibromyalgia Impact Questionnaire): misura l'impatto della fibromialgia sulla vita quotidiana
SF-36: questionario sulla qualita' della vita
PSQI (Pittsburgh Sleep Quality Index): misura la qualita' del sonno
Risultati
Dolore
Il punteggio medio del dolore e' sceso da 7,76 a 4,77 su 10. Una riduzione di quasi 3 punti, clinicamente molto significativa, ottenuta in sole 5 settimane.
Qualita' della vita e funzionalita'
Il punteggio FIQ (impatto della fibromialgia) e' migliorato significativamente, cosi' come tutti gli 8 parametri del questionario SF-36 sulla qualita' della vita: funzionalita' fisica, ruolo fisico, dolore, salute generale, vitalita', funzionalita' sociale, salute mentale.
Sonno
Anche la qualita' del sonno e' migliorata in modo statisticamente significativo.
Effetti collaterali
Solo 3 pazienti su 81 (3,7%) non hanno completato il trattamento a causa di effetti collaterali (malessere generale, reazione allergica, cefalea). Nessun effetto collaterale grave.
Cosa significa per i pazienti con fibromialgia?
La fibromialgia e' una malattia per cui le terapie disponibili sono spesso poco efficaci e mal tollerate.
Questo studio suggerisce che l'autoemoterapia maggiore con ozono puo' essere un'opzione complementare valida per i pazienti che non rispondono ai trattamenti standard, con un buon profilo di sicurezza e benefici su dolore, qualita' della vita e sonno.
Limiti dello studio: e' retrospettivo (analisi di dati gia' raccolti), non randomizzato, con prevalenza quasi esclusiva di pazienti di sesso femminile e senza follow-up a lungo termine. Servono studi randomizzati controllati su larga scala per confermare questi risultati.
5. L'ozono contro il formicolio da chemioterapia: il Trial OzoParQT
Autori: B. Clavo, A. Canovas-Molina, S. Cazorla-Rivero et al. – Hospital Universitario de Gran Canaria Dr. Negrin, Las Palmas de Gran Canaria, Spagna (e altri centri collaboratori)
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 57–67 (orig. BMC Cancer, gennaio 2026)
Il problema: la neuropatia periferica da chemioterapia
Molti farmaci chemioterapici — in particolare i taxani (paclitaxel, docetaxel) e i derivati del platino (cisplatino, oxaliplatino) — causano danni ai nervi periferici. Questo problema si chiama neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia (CIPN, dall'inglese Chemotherapy-Induced Peripheral Neuropathy).
I sintomi piu' comuni sono formicolio, intorpidimento e sensazione di bruciore alle mani e ai piedi. In alcuni casi il dolore puo' essere molto intenso. La CIPN puo' durare mesi o anni dopo la fine della chemioterapia, riduce drasticamente la qualita' della vita e puo' persino costringere a ridurre le dosi di chemioterapico, compromettendo l'efficacia del trattamento antitumorale.
Il problema e' che le terapie disponibili per la CIPN sono pochissime e spesso poco efficaci. L'unico farmaco raccomandato (duloxetina) offre solo un beneficio modesto.
L'ozono: una possibile soluzione?
I ricercatori delle Isole Canarie, sulla base di studi preliminari incoraggianti, hanno ipotizzato che l'ozono possa aiutare i pazienti con CIPN, agendo sugli stessi meccanismi che causano il danno ai nervi: stress ossidativo, infiammazione e ridotto apporto di ossigeno ai tessuti.
L'ozono viene somministrato per via rettale: un metodo semplice, praticamente indolore, sicuro e a basso costo, con l'unico effetto collaterale comune rappresentato da un transitorio gonfiore addominale che si risolve spontaneamente.
Il trial OzoParQT: il progetto
OzoParQT e' uno studio clinico di Fase II-III, randomizzato, in triplo cieco (ne' il paziente, ne' il medico curante, ne' i ricercatori che valutano i risultati sanno chi riceve ozono e chi riceve placebo). E' registrato ufficialmente in Europa e negli USA.
Chi puo' partecipare?
Adulti (18+ anni) con formicolio o intorpidimento di grado moderato-severo (grado 2 o superiore) che persiste da almeno 3 mesi dopo la fine della chemioterapia, con malattia oncologica stabile o in remissione.
Come funziona il trattamento?
I pazienti ricevono 40 insufflazioni rettali nell'arco di 16 settimane (3 a settimana per i primi 2 mesi, poi 2 a settimana):
Gruppo ozono: miscela di ozono e ossigeno a concentrazione crescente (da 10 a 30 microgrammi/mL)
Gruppo placebo: solo ossigeno puro (senza ozono), con la stessa procedura
Tutti i pazienti continuano a ricevere le cure standard dai loro oncologi.
Cosa si misurera'?
I risultati principali che lo studio intende valutare sono: la variazione del formicolio/intorpidimento percepito dai pazienti stessi e il cambiamento nella qualita' della vita. Si valuteranno anche i costi, i biomarcatori di stress ossidativo nel sangue, e persino le immagini iperspettrali delle mani e dei piedi (una tecnica innovativa che permette di visualizzare la circolazione periferica).
Perche' questo studio e' importante?
Ogni anno milioni di persone in tutto il mondo affrontano la chemioterapia e molte di loro sviluppano neuropatia periferica come effetto collaterale permanente.
Se il trial OzoParQT confermera' i risultati promettenti degli studi preliminari, l'insufflazione rettale di ozono potrebbe diventare un trattamento standard, accessibile, economico e sicuro per questa complicazione oggi senza cure efficaci.
I risultati dello studio sono attesi entro i prossimi anni. Il trial e' registrato su ClinicalTrials.gov con il codice NCT06706544.
6. L'ozono per le malattie della pelle: come agisce a livello cellulare
Autori: L. Liu, L. Zeng, L. Gao, J. Zeng, J. Lu – Department of Dermatology, Third Xiangya Hospital, Central South University; Medical Ozone Research Center of Central South University, Changsha, Cina
Fonte: Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, n. 22, maggio 2026, pp. 69–78 (orig. International Wound Journal, 2023)
Di cosa parla questo articolo?
La pelle e' l'organo piu' grande del corpo umano e costituisce la prima linea di difesa contro agenti esterni, batteri, virus e funghi. Molte malattie dermatologiche sono difficili da trattare con i farmaci tradizionali, e i trattamenti disponibili spesso comportano effetti collaterali significativi.
Questo articolo di revisione, scritto da ricercatori cinesi specializzati in dermatologia e terapia all'ozono, raccoglie e analizza le evidenze scientifiche sull'uso dell'ozono nelle malattie della pelle, con un focus particolare sui meccanismi biologici e molecolari attraverso cui l'ozono esercita i suoi effetti.
Come si usa l'ozono in dermatologia?
Idroterapia ozonizzata
L'ozono viene disciolto nell'acqua, che viene poi usata per lavaggi, impacchi o bagni delle zone cutanee malate. E' utile per infezioni cutanee, dermatite atopica, psoriasi, piaghe da decubito e ferite croniche del piede diabetico. Ha il vantaggio di essere flessibile, senza limiti di eta', ma deve essere preparata sul momento (l'ozono si degrada rapidamente in acqua).
Olio ozonizzato
L'ozono reagisce con oli vegetali ricchi di acidi grassi insaturi, formando un composto stabile che rilascia ozono lentamente sulla pelle. Puo' essere conservato fino a 2 anni in frigorifero. E' usato per infezioni batteriche e fungine superficiali, ferite, dermatite atopica e psoriasi. Comodo da usare, ma puo' causare dolore da irritazione se applicato in eccesso.
Autoemoterapia ozonizzata
Come gia' descritto nell'articolo sulla fibromialgia: il sangue del paziente viene prelevato, ozonizzato e reinfuso. E' usata come terapia sistemica per piede diabetico, herpes zoster, alcune malattie autoimmuni e come antiaging.
Nuove forme farmaceutiche
La ricerca sta sviluppando emulsioni, microemulsioni, microcapsule di olio ozonizzato e persino dispositivi indossabili e flessibili che generano ozono direttamente sulla ferita, aprendo nuove possibilita' applicative.
Come agisce l'ozono sulla pelle? I meccanismi scientifici
1. Effetto antiossidante
L'ozono, a contatto con i fluidi biologici, produce piccole molecole (perossido di idrogeno e 4-HNE) che attivano un sistema di difesa cellulare chiamato via Nrf2. Questo sistema aumenta la produzione di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi (SOD), la glutatione perossidasi e l'eme ossigenasi-1 (HO-1), proteggendo le cellule dai danni ossidativi.
E' importante sottolineare che questo effetto dipende dalla dose: dosi basse e moderate di ozono stimolano le difese antiossidanti, mentre dosi troppo alte possono avere effetti opposti.
2. Effetto immunomodulante e antinfiammatorio
L'ozono interagisce con il sistema immunitario in modo bidirezionale: da un lato attiva i globuli bianchi e stimola la produzione di interferone e interleuchine (molecole chiave della risposta immunitaria); dall'altro inibisce la via NF-kB, uno dei principali 'interruttori' dell'infiammazione. Il risultato netto, a dosi terapeutiche, e' una riduzione dell'infiammazione cronica.
3. Effetto antibatterico
L'ozono ha un potente effetto battericida ad ampio spettro. Distrugge la parete cellulare dei batteri, ossida le proteine e il DNA batterici, e uccide anche batteri antibiotico-resistenti come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) e lo Pseudomonas aeruginosa. E' efficace anche contro i biofilm batterici, aggregati di batteri particolarmente resistenti ai normali antibiotici.
4. Effetto antivirale
L'ozono puo' danneggiare le proteine del capside virale e il materiale genetico dei virus, bloccandone la replicazione. E' stato dimostrato che inattiva il virus dell'herpes simplex e puo' interferire con il recettore ACE2, utilizzato dal coronavirus SARS-CoV-2 per entrare nelle cellule umane.
5. Effetto antifungino
L'ozono penetra nella cellula fungina e ne altera le funzioni vitali, inibendo la produzione di enzimi essenziali. E' efficace contro i dermatofiti (funghi che causano piede d'atleta e onicomicosi) e contro la Candida.
6. Promozione della cicatrizzazione
Questo e' forse l'effetto piu' documentato e utilizzato clinicamente. L'ozono accelera la guarigione delle ferite attraverso molteplici meccanismi: aumenta l'ossigenazione dei tessuti, stimola la produzione di VEGF (fattore di crescita vascolare), favorisce la migrazione dei fibroblasti (le cellule che producono il collagene), attiva le piastrine e regola la risposta infiammatoria nelle diverse fasi della guarigione.
7. Effetti sul microbioma cutaneo e intestinale
Un capitolo affascinante riguarda l'asse intestino-pelle. La composizione del microbioma (l'insieme di batteri, funghi e virus che vivono sulla nostra pelle e nel nostro intestino) influenza la salute della pelle. L'ozono topico puo' modificare questa composizione in modo favorevole, riducendo i batteri patogeni e favorendo quelli benefici.
Per quali malattie della pelle e' usato l'ozono?
Infezioni (batteriche, virali, fungine): tinea pedis, herpes zoster, onicomicosi, infezioni da MRSA. Malattie infiammatorie: eczema, dermatite atopica, psoriasi, dermatite da contatto. Malattie autoimmuni: pemfigo, penfigoide, dermatomiosite. Ferite croniche: piede diabetico, piaghe da decubito, ustioni. Applicazioni estetiche: cicatrizzazione dopo laser, antiaging.
Conclusioni
L'ozono e' una terapia complementare versatile ed economica che agisce attraverso meccanismi biologici ben documentati: antiossidante, immunomodulante, antimicrobico e pro-cicatrizzante. E' gia' ampiamente usato in dermatologia in molti paesi e la ricerca sta continuando ad esplorarne le potenzialita', incluso il possibile effetto antitumorale e antiaging.
Gli autori sottolineano che, come per qualsiasi terapia, l'ozono deve essere usato nelle giuste dosi e indicazioni, e che sono necessari ulteriori studi clinici randomizzati per consolidare le evidenze.
Note editoriali
Gli articoli presenti in questo documento sono stati tradotti e adattati in italiano per un pubblico non specializzato a partire dagli articoli scientifici originali pubblicati sul Giornale Italiano di Ozono Terapia & House Organ Nuova FIO, numero 22, maggio 2026.
Gli adattamenti mirano a rendere accessibili i contenuti scientifici mantenendo la fedele', ma senza riprodurre integralmente i testi originali, nel rispetto del diritto d'autore. Per approfondire, si rimanda agli articoli originali nelle riviste indicate per ciascun contributo.
Nuova FIO – Federazione Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia: https://www.nuovafio.it/
Tutti i diritti degli articoli originali appartengono ai rispettivi autori e alle riviste di pubblicazione.





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